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Corrado Parenti. Un paesaggista, soprattutto. Un Paesaggista come dire lirico e romantico, ma nello stesso tempo realista. Senza che ciò determini contraddizioni stilistiche e formali. Questo perchè si tratta di un pittore che ama il suo mondo di un grande ma critico e vigile amore. Così si spiega anche la ragione per cui la resa del suo paesaggio è tuttaltro che idilliaco. Sono Borgate che affiorano da sonnolenti pianure o da ondulate colline innevate, con sopra lividi cieli, gravidi di nubi vorticose e minacciose. O scorci di povere grigie case, con la patina di un tempo antichissimo, sui lunghi monotoni canali della nostra Padania. Aggrovigliate architetture di rami spogli e rinsecchiti nelle albe rigide degli interminabili inverni Appenninici, con ricorrente motivo di pli telegrafici che si inseguono in smisurate lontananze prospettiche quasi a sottolineare, con amaro disappunto, la profanata contaminazione operata dall’uomo sulla natura. Davide Roncarà
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